.172.

Lasciarmi andare.

E’ questo quello che non riesco a fare.

Lasciar uscire tutto me stesso, tutta quella parte allenata per anni nel buio della mia mente, costretta in spazi angusti per paura fosse contaminata.

Ma non ha senso continuare a lasciarla lì.

La vita contamina, sporca.

Ma a volte purifica.

Vale la pena provarci.

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.171.

Una pioggerellina fitta cade fuori dalla finestra.

Non riesco a vederla, a causa delle tende pesanti. Non la sento, la finestra è chiusa.

Me ne accorgo con altri sensi che non credevo di avere.

.143.

“Dai, sul serio, non mi va di venire”
“Mica ti sto obbligando” (finto sorriso)
“Non ci rimanere male, è che non posso proprio”
“Figurati, non rimango male per così poco”

Diplomazia di merda.
Certo che ci rimango male. Ogni volta. E ogni volta, testardo, preferisco rimanere solo, indifeso, a costruire dialoghi mentali che non avverranno mai, a immaginare viaggi che non faremo.
Testardo, preferisco continuare a sperare, a sognare.
Senza chiedere l’aiuto di un amico, anche solo la sua presenza.
Da solo.
Con i miei pensieri, i miei sogni, le mie immagini diafane.

Consapevole che, sotto sotto, mi va bene così.