.187.

6 km anche oggi, sebbene non proprio in scioltezza, tempi un po’ più alti dell’ultima volta. Ma bene così.
Devo assestarmi ancora con la distanza, capire qando forzare e quando no. E poi, comunque, oggi era una giornata non particolarmente positiva, perciò, sono soddisfattissimo di essere riuscito a portare a termine l’allenamento.
Ero spinto anche dall’entusiasmo di trovare a casa, al ritorno, un pacco di inchiostri per stilografica che sta tardando ad arrivare, ma neanche per oggi potrò provare le nuove penne con i nuovi colori.
Mi sono consolato con un bel piatto di pasta fatta in casa con involtini di carne nel sugo!!!!!

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.185.

Entusiasmo.

Ci vuole entusiasmo, in qualunque cosa si decide di fare. Altrimenti meglio lasciar perdere.

Posso essere il migliore nel mio lavoro, ma qualcuno pieno di entusiasmo lo farà sicuramente meglio di me.

Bisogna prendere cosicenza di questo.

.184.

Lotta contro il vento.

Ieri, a pranzo, mi arriva un messaggio del compagno di corse, ancora bloccato al lavoro.
Ok, pazienza, ci vado da solo.

Forte vento di scirocco, di quelli che non si possono evitare neanche correndo in città, vento prepotente.

Ma mica può farmi paura il vento! L’ho affrontato in bici, figuriamoci in corsa.

Decido pertanto di affrontarlo di petto, scelgo un percorso andata e ritorno, in modo da prendermi il vento in faccia all’andata, con ancora tutte le energie, e sfruttarlo poi per farmi trasportare nella seconda parte.

Sono io il più forte. Devo solo dimostrarlo.

Parto di slancio. E il vento mi contrasa subito. La musica nelle cuffie è sovrastata dal rumore, la maglietta davanti sembrava una di quelle attillate, palesando il mio non proprio perfetto stato forma e facendo capire subito a eventuali osservatori il motivo per cui abbia cominciato a correre.

I chilometri sembrano molto più lunghi di quanto non siano in realtà, posso solo andare il più piano possibile per evitare di sprecare troppe energie. Il percorso scelto, come a farlo apposta, è anche in campagna, senza ostacoli a proteggermi dall’attacco del vento. ma continuo, sono più forte io.

Il volume dell’mp3 è al massimo, ma a malapena riesco a riconoscere John Coltrane e il suo amore supremo.

Ma ormai la boa è lì. Non può più sfuggirmi. Si avvicina. Lentamente, ma si avvicina.

E come per magia, non appena mi giro per fare lo stesso percorso al contrario, esplode la musica, la spinta del vento fa esplodere le gambe, l’entusiasmo cresce, l’autostima sale.

I chilometri si accorciano, adesso, sfrutto il vento, lo trasformo da nemico ad alleato.

Una bella sudata, ma la soddisfazione di avercela fatta non ha prezzo!