.143.

“Dai, sul serio, non mi va di venire”
“Mica ti sto obbligando” (finto sorriso)
“Non ci rimanere male, è che non posso proprio”
“Figurati, non rimango male per così poco”

Diplomazia di merda.
Certo che ci rimango male. Ogni volta. E ogni volta, testardo, preferisco rimanere solo, indifeso, a costruire dialoghi mentali che non avverranno mai, a immaginare viaggi che non faremo.
Testardo, preferisco continuare a sperare, a sognare.
Senza chiedere l’aiuto di un amico, anche solo la sua presenza.
Da solo.
Con i miei pensieri, i miei sogni, le mie immagini diafane.

Consapevole che, sotto sotto, mi va bene così.

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5 pensieri su “.143.

  1. è successo anche a me di dover fingermi muro di gomma quando in realtà ero più simile al burro … poi però mi son detta che forse non erano loro gli amici “giusti” per me, per le mie esigenze. perchè forse quando qualcuno/qualcosa ci costringe a “mettere in scena” qualcosa che non ci appartiene è meglio “cambiare aria”.

  2. Io penso che si hanno idee e sentimenti fortissimi solitari, non condivisi: abbandonarli ci fa troppo male e quindi li alleviamo dentro di noi come terapia alla mediocrità della vita. Aspettarsi comprensione dall’esterno è utopia, l’intuito affettivo è merce rara.

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