.132.

Correvo tranquillo, stasera, ultimo minuto, ultime energie.
Il fisico che mi diceva di smettere, la testa finalmente a comandare, a decidere tempi e ritmo (molto blando, per la verità).
Strada cittadina, io alle prese con cronometro, telefonino per controllare endomondo, i rage against the machine a palla nelle cuffie, la classica automobile ineducata dietro, che nonostante la strada larga e deserta, mi doveva restare dietro per passarmi sfiorandomi.
All’improvviso, dispettosa e infida, eccola.
LA STORTA!!!!!
Occupato in tutte le attività prima descritte, mi sono distratto dall’asfalto, e il piede è andato dritto dritto in una buca lasciata lì da anni.
In quel momento, ho ringraziato i miei 95 kg che mi hanno impedito di cadere davanti alla macchina, i miei riflessi pronti che hanno reagito subito, la mia soglia di sopportazione del dolore alta, e anche un pò di fortuna.
Me ne sono uscito con un leggero dolore alla caviglia (per adesso, domani mattina si vedrà), senza dare la soddisfazione all’autista di dirmi “ma ci te la fa fare a correre e rischiare di essere investito”.
Tra l’altro, ho anche finito l’allenamento, imperterrito, non può essere una semplice storta a fermarmi.

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20 pensieri su “.132.

  1. mitico! io avrei colto l’alibi al volo, ma la soddisfazione all’autista no, quella no, eh 😉
    come va ora?

  2. Pingback: .151. | .incostantericerca.

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