la vera fotografia

Immagine

 

mi è tornata una voglia selvaggia di riprendere in mano la Pentax K1000, macchina fotografica analogica completamente manuale. Sentire il rumore dell’otturatore, far avanzare manualmente la pellicole con il pollice destro, mettere a fuoco muovendo la ghiera dell’obbiettivo, scegliere in base alla luminosità quanta luce far entrare nell’obbiettivo in relazione al tempo di posa stabilito.

E poi tornare in camera oscura, sviluppare la pellicola nella tank, con l’emozione di scoprire il risultato già attraverso il negativo, se lo sviluppo è stato fatto bene, tagliare la pellicola, piazzarla sulla carta fotografica per i provini a contatto, sviluppare e fissare la foto, e vedere tra le proprie mani la nascita della foto, sentirsi pienamente “creatori” dell’immagine. E da quei provini, cominciare tutto il mondo della stampa vera e propria, tempi di esposizione, scelta dei filtri, del contrasto, del taglio.

Chi non ha mai fotografato in questo modo, chi non ha mai respirato l’aria satura degli odori dei chimici, chi non si è mai disperato davanti ad una pellicola irrimediabilmente rovinata per lo sviluppo errato, chi non ha mai passato notti insonni per cercare il corretto tempo di esposizione, purtroppo ha perso la sensazione di essere “artigiano della foto”, padrone della foto dallo scatto alla stampa.

Niente contro il digitale, assolutamente. Ma è tutta un’altra cosa!

Annunci

18 pensieri su “la vera fotografia

  1. Le tue parole mi fanno venire in mente l’entusiasmo e la passione di mio padre per la macchina fotografica analogica.

    In essa rivivo schegge di istanti passati,
    sensazioni che rischio di dimenticare,
    attimi che non tornano più
    e mi ricordano chi sono,
    è la fotografia.
    ( Cit)

  2. … ti sei fatto un amico. Tank Patterson, vaschette di plastica, ingranditore Durst con Componon… pagato a rate da un gruppo di tre amici… chimici per la stampa ricavati a partire da prodotti industriali (iposofito, metabisolfito, acido acetico) perché costavano meno. notti insonni dietro a una solarizzazione, a una mascheratura particolare. Una vita fa. Anche se non rinnego per nulla il digitale, che è comodo e permette di fare elaborazioni simpatiche. Tra parentesi, sono anche un fanatico di Pentax, di analogiche ne ho una ventina in collezione.

  3. hai ragione….la magia di vedere quel foglio bianco sotto la luce rossa, riempirsi di grigi fino a rivelare l’immagine finale, prima di passarlo nella bacinella del fissaggio.

  4. Fotografo a pellicola spesso e volentieri sia a 35mm (nikon fe) che a 120 (p-six). Nel primo formato in b/n, nel secondo solo a colori. Lo faccio solo perchè lo ritengo un approccio meditato e rigoroso al mio modo di intendere la Fotografia. Poi però scansiono e passo al digitale in post-produzione in camera chiara. Perchè? Forse per motivi di tempo (è una scusa!), in realtà perchè in PP digitale ho il completo controllo/dominio del processo. Riesco ad ottenere proprio quello che voglio, che è poi quello che mi importa. E’ un mio limite, lo so, ma lo accetto serenamente. La stampa infine la faccio fare da uno stampatore, che fa di questo la sua professione, il quale stampa proprio quello che gli porto e mi consiglia se non sono soddisfatto del risultato.
    🙂

    • Secondo me è importante riuscire ad avere il pieno controllo in fase di scatto della foto, e quindi esposizione e messa a fuoco completamente manuali, così si capisce davvero il modo in cui funziona una macchina fotografica. Adesso, essendo tutto automatico, molta gente pensa sia semplice far uscire uno scatto bene

      • Occhio però che il processo fotografico nasce prima dello scatto, con l’idea e con lo studio della ripresa e delle luci, etc.. poi c’è finalmente lo scatto, click, e poi inizia la terza parte che è lo sviluppo e poi la quarta che è la stampa.A parer mio ognuna di esse è fondamentale nella catena di produzione di una fotografia.

        🙂

  5. Quanto hai ragione, condivido pienamente quanto hai scritto e chi ti ha risposto, il digitale è eccezionale da risultati strabilianti ma è un altra cosa, io uso solitamente il medio formato 6×6 con una PentaconSix o la Polaroid SX70 , ti costringono a pensare prima di scattare, ad uscire di casa con un progetto preciso da sviluppare e senza sprecare scatti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...