il momento

Inspirare. Espirare. Poi di nuovo. Inapirare. Espirare. Poi un altro respiro profondo e si parte. Senza tentennamenti. Mi sono allenato tanto per questo. In fondo, era un po’ una parte del mio sogno essere qui, adesso, in questo preciso punto, guardando verso nord, con la vista bloccata dall’asfalto regolare. Devo solo respirare profondamente. Salire sulla bici. Affrontare la salita. Che tanto, che vuoi che sia? Un po’ di pendenza. Sai che soddisfazione una volta arrivato in cima! Ci sono i professionisti che fanno salite 10 volte più impegnative di questa ogni giorno, e mica si lamentano! Si, certo. Ma, appunto, sono professionisti. Non hanno 20 chili (ad essere generosi) di sovrappeso da portare in giro a ogni pedalata, non hanno i polmoni appesantiti dal tabacco. E poi, chi se ne frega se c’è gente che fa salite peggiori di questa? Anche io ho fatto cose molto più difficili, ma adesso sono qui, è questo l’ostacolo di adesso. Sapere di averne superati di più alti non cambia la considerazione che adesso mi tocca questa strada ripida, con una bicicletta inadeguata, polmoni inadeguati, peso inadeguato gambe inadeguate. E probabilmente anche testa inadeguata. Quindi, non rimane che una sola cosa da fare. Abbassare la testa e pedalare.

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